Cronaca

I furbetti del reddito di cittadinanza, multe per 350mila euro.

Nei prossimi mesi Carabinieri ed Ispettorato del Lavoro faranno controlli a tappeto in tutto il Salento per verificare la posizione lavorativa di chi percepisce il reddito di cittadinanza lavorando in nero. Ad oggi hanno notificato oltre 350mila euro di multe su un totale di 89 ispezioni e controllate 200 posizioni lavorative.

Su tutte le ispezioni eseguite e le posizioni verificate, 43 di queste quelle assolutamente in nero mentre, per il restante sono in corso gli accertamenti del caso, al fine di verificare eventuali violazioni di legge ed elusioni contrattuali.

Dai controlli emerge che la situazione riguarda tutte le attività commerciali in tutti i settori merceologici: negozi di abbigliamento, case di cura, ristoranti, sale giochi, panifici e parrucchieri….

Le ispezioni sono state eseguite nel capoluogo e nella provincia e nei comuni di Casarano, Parabita, Maglie, Guagnano, Melpignano, Tricase, Salice Salentino, Poggiardo, Castro, Casarano, Gallipoli, Campi Salentina, Porto Cesareo e Squinzano.

Le violazioni in numeri

 

62 sanzioni amministrative per un totale di 200.000 euro, relative alla cosiddetta maxi sanzione per lavoro nero, all’irregolare tenuta del libro unico del lavoro, alla mancata consegna del contratto di lavoro e ad altre norme violate. Segnalate inoltre all’autorità giudiziaria 42 persone che a vario titolo hanno violato le disposizioni di legge contenute nel t.u. 81/2008 “Sicurezza sui luoghi di lavoro”. 36 le prescrizioni penali e le diffide impartite dai militari ai sensi delle vigenti disposizioni di legge e da quelle contemplate nel suddetto testo unico, contestate ammende pari a 160mila euro.
18 persone sono state denunciate per il reato di truffa nei confronti dell’Inps, ed una invece è stata deferita all’a.g, per aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza pari ad 790 euro mensili dal mese di giugno 2019 mentre di fatto era legale rappresentante di ben 11 società e percepiva a titolo di compenso in nero ben 1.800 euro mensili. Pertanto, è stata immediatamente sospesa la prestazione a sostegno. Inoltre, ad 8 persone sono state bloccate le indennità del reddito di cittadinanza perché è risultato di aver iniziato a lavorare in nero da almeno entro i 30 giorni.

Per 11 aziende è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale per impiego di lavoratori in nero in misura superiore al 20% di quello occupato, con un’ulteriore sanzione di 1.500euro che ogni datore di lavoro ha dovuto pagare per poter riprendere l’attività imprenditoriale.

Recuperati alle casse dell’inps 300mila euro di contributi evasi.

 

I datori di lavoro sanzionati sono stati inoltre segnalati agli enti previdenziali e assistenziali ed anche all’agenzia delle entrate per quanto di competenza, in merito agli illeciti fiscali e tributari che scaturiscono dal pagamento in nero delle retribuzioni ai lavoratori irregolari.

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